sabato 19 giugno 2010

Vorrei una badante, segretaria, casalinga ...

Vorrei (pagando s'intende) trovare una badante, molto casalinga, molto cuoca, molto segretaria, molto donna delle buone pulizie di Pasqua, molto infermiera e molto discretamente maggiordomo quando va da Eudilia, la signora del negozio di panetteria chi avanti, che è più curiosa di un giornalista di una testata molto gossip rosa specializzato in frivolo piccante. Ho altre esigenze ma minori.
Chiedo molto?
Paga sindacale almeno un giorno di ferie non segnato in busta una volta al mese, giri al Luna Park e hai giardinetti gratis, pago io le tasse della denuncia dei redditi, faccio io le pratiche di residenza e di soggiorno e tutto quel che servre, vitto alloggio e frigor in camera regalini settimanali, 50 euro a settimana in nero, mando un taxi per andata e ritorno da casa ecc. ecc.
Chiedo molto?
L'ultima (l'unica che ho avuto) mi ha detto che non ha bisogno di me. Lo so. Le badanti sono rapaci. Prendono più che possono e poi volano via, verso il loro nido in zone impervie.

venerdì 18 giugno 2010

La badante è in malattia ... ma per quanto tempo?

Quando la badante è in malattia, si moltiplicano i problemi. La badante ha bisogno di cure, si ammala e resta in casa. Una badante che si rispetti, si ammala a casa sua e manda il certificato medico il giorno dopo, così può andare a fare un lavoro in nero da un'altra parte senza troppi problemi. Se però il datore di lavoro s'insospettisce, la cura, ma non con il Formitrol ma con un cannocchiale.

Il contratto parla chiaro:

1) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
2) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
3) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Una badante che hai in casa da 2 anni, e ti si ammala a prendere il sole per sei mesi sul Mar Nero, è una vera sfiga. Gli mantieni il posto di lavoro, però almeno non la paghi. Si! Perchè se la badante si ammala paga il datore di lavoro. Calma oh! Mica per sei mesi.

Punto 1)

si pagano massimo 8 giorni (i primi tre consecutivi al 50%, gli altri al 100%) dopo 8 giorno (nei 365 giorni dell'anno) non si paga più ma, si aspettano 10 giorni di malattia prima di decidere se licenziarla o sopprimerla, perchè diventa un peso per la società (l'anziano che non vuol morire e il figlio che cerca di convincerlo a farlo e che normalmente paga le spese della prestazione)

Punto 2)

si pagano massimo per 10 giorni (con la solita clausola del 50% per i primi tre giorni) dopo 10 giorni non si paga più "e ti credo, che sono Babbo Natale?" però ci sono 45 giorni di tempo per lasciarla definitivamente sul Mar Nero o sulle alture del Kilimanjaro. Ragazzi occorre pazienza. Ragazzi si fa per dire, perchè tu prova a spiegare al vecchio che la sua cara badante è a casa per volontà sua e non è colpa dei parenti che non vorrebbero più pagarla ma stoici continuanio a stampare Euro.

Punto 3)

stesse regole, si pagano 15 giorni e si mantiene il posto per 180 giorni.

La fregatura è che finita una malattia si ricomincia da capo a contare anzianità e anno solare entro il quale la malattia si accanisce sulla badante.

martedì 15 giugno 2010

badante notte e giorno

una badante che lavora notte e giorno andrebbe pagata non più di mezza giornata, ma purtroppo il contratto parla chiaro, la badante è umana e non la si può trattare da vacca da latte e mungerla più volte al giorno.
Il contratto prevede per le badanti conviventi un inquadramento "C" Super (CS) e le ore da lavorare sono umanamente 10, anzi si è tenuti a fare presenza 12 ore, due delle quali però, sono di riposo o di libera uscita per 5 giorni + 4 ore il Sabato. Ci si mette un pò di elasticità, il lavoro è di fiducia, l'assistito è quasi sempre non autosufficiente in qualcosa. Lavorare giorno e notte è stressante e la badante così torchiata può solo dare vino cattivo. Del resto una famiglia normale fatica già a pagare il giorno, figuriamoci se si accolla la spesa di due badanti una di giorno e l'altra di notte. Se di giorno le ore sono 12 sono 12 anche di notte ma lo stipendio lievita di 300 euro mese (più o meno, per la sola assistenza notturna a persona non autosufficiente). Come deve fare una famiglia? Sopprimere badante e assistito, non c'è alternativa.
Quando gli indiani pellerossa sentono le forze mancare e la fine vicina, si cercano un posto adatto per finire dignitosamente la vita ,e si lasciano morire di stenti, per non essere di peso alla famiglia. Gli esquimesi si lasciano morire al freddo, sul ghiaccio quando passa l'orso e se li porta via risparmiano anche sulle spese del funerale, cerini, fiori e annunci sul giornale.

sabato 12 giugno 2010

badanti, legge stravagante

Prima di sceglierne una ne ho sentite tante. Non ho trovato una extracomunitaria arrivata in Italia con modalità regolamentate. Tutte fuorilegge tutte clandestine. Vuol dire che qualcosa non funziona nel sistema e alimenta mafia, organizzazioni improvvisate da altri clandestini, ma anche e soprattutto tornaconto per tutti. Datori di lavoro, ma anche stato con i suoi mille bolli e organizzazioni (più o meno umanitarie) che ci ruotano attorno. I sindacati (specializzati in carte prodotte dalla burocrazia statale) e quelli che fanno corsi dall'italiano per stranieri (che è un italiano in italiano per bambini delle elementari) ai vari corsi di cucina, e di prima assistenza familiare.
A Cremona a quanto pare basta avere un pò di iniziativa e una piccola attività di copertura e un'attività di "agenzia in nero di lavoro temporaneo" ti piove fra le mani. Se un bar è frequentato da extracomunitari, una badante te la offrono prima di entrare. Più un'attività porta gente ad incontrarsi e più funziona ... a quanto pare. Ci vuole tanto per trovare questo giro? Non credo, basta che uno della polizia si finga figlio di un anziano non autosufficiente. Lo so, una cosa così non la fa nessuno, le carceri sono già piene e mettere tutta questa gente in galera sarebbe più un costo sociale che un beneficio.
La persona che ho trovato viene da un annuncio su un giornale di inserzioni gratuite, ma il suo percorso non credo sia diverso dalle migliaia di persone che popolano il mondo in modo contrario alle leggi vigenti (giusto per parlar tecnico).
Credo che una pessima legge e nessuna legge siano più o meno la stessa cosa. Quella attuale sui flussi degli extracomunitari non mi sembra un granchè e il sottobosco cresce rigoglioso.

martedì 8 giugno 2010

Se la badante si ammala o va in ospedale ...

Sono due casi diversi, sotto un unico comune denominatore:
Pazienza. Pazienza. Pazienza.

I casi sono uno = "rimboccarsi le maniche".
la differenza è che se si ammala leggermente, può stare a casa (ma la sua casa è anche il posto di lavoro, in quanto convivente), gli vanno prestate cure e vitto, nonchè alloggio. Il sogno di ogni badante, è avere qualcuno che badi anche a loro. Se si ammala al lavoro, non deve nemmeno portare il certificato medico, è li che te la vedi morire sotto gli occhi. Però un datore di lavoro fiscale, può chiedere l'intervento del medico della badante per verificare l'effettivo malessere. Un datore di lavoro come si deve, può chiamare il medico anche nel caso la badante peggiori (è solo una questione di pararsi le spalle, c'è il rischio di denuncia per omissione di soccorso e si va nelle grane ... e non parlo certo di formaggi).
Se la badante è in ferie deve mandare un certificato medico. Mica può allungare le ferie, tanto per integrare il lavoro di badante con il lavoro da cubista, il sabato notte, in una balera della Romagna, adesso che fa bel tempo.

Se la badante è moderatamente grave va all'ospedale, e ci da una mano la collettività, perchè vitto e alloggio contribuiamo tutti a pagarglielo. E' ovvio che se è molto grave, va valutato un ospedale con camera mortuaria rispetto ad un altro senza, per via delle spese funerarie, a carico del datore di lavoro, se la badante non ha parenti. La badante è una convivente è gli unici "affetti" (si fa per dire) che ha, sono nella famiglia per la quale lavora. Questa interpretazione potrebbe sembrare ridicola ma non lo è. Quando il datore di lavoro assume la lavorante, si impegna, sottoscrivendolo e firmandolo, un impegno a pagare le spese di rimpatrio, qualora la badante decida di farlo definitivamente. Chi potrebbe dare questa garanzia più della morte? Mediaworld?
Bisogna rassegnarsi all'idea che la badante non è una bestia e ha le sue tutele. Se fosse una donna di strada potremmo fare come fanno certi "caporali", ucciderla e buttarla nella spazzatura in un sacco di plastica nero (per via della differenziata che distingue un popolo incivile da uno progredito).
Neanche pensare di licenziarla, non si può, come non si può fare con il vecchio, che restando in vita ci molesta.
Ci sarebbe una terza via, moderatamente rischiosa, avvelenarla con veleno dei topi (risalirebbero al negozio beccandoci al volo), ma credo poi le spese di rimpatrio del cadavere possano essere superiori al TFR (il gruzzolo del licenziamento), quindi è bene informarsi bene prima di agire in qualsiasi direzione.
Meglio valutare sempre le conseguenze di qualsiasi azione intrapresa.
Se la badante è morta si può licenziare senza farsene una colpa.

cu cuuuuuuuuu! Il CUD

Il CUD c'è e non c'è. La badante se vuole lo chiede al datore di lavoro, ma può eventualmente pagare le sue tasse, facendosi la somma delle buste paga. Non esiste un vero e proprio CUD ma una dichiarazione sostitutiva, perchè sul CUD di una badante c'è solo scritta la somma dei denari percepiti nell'anno. Il vecchio (l'assistito), è una persona fisica finchè non trapassa liberando l'anima, e quindi non può essere sostituto di imposta. In pratica non può sostituirsi al lavoratore per versare le tasse. La badante a Maggio-Giugno farà bene ad andare in un CAF (sindacati e balle varie) e farsi spiegare come fare il modello "Unico".
Tutti i lavoratori pagano il 23% di tasse su cifre da zero a 15 mila Euro l'anno, calcolate su 365 giorni. Le badanti hanno però una franchigia di 8 mila Euro sotto la quale non pagano (la dicitura corretta è: hanno un abbuono che è pari alla tassa che dovrebbero pagare). Oltre 8 mila Euro, pagano il 23% solo sull'eccedenza, anche se di fatto il calcolo non è proprio così preciso. Infatti 8000 Euro valgono per 365 giorni lavorati, se una lavora solo metà anno, l'abbuono è proporzionale al lavorato e quindi sarà la metà (4 mila Euro).
Ovviamente la badante che si deve arrangiare a far da se (al CAF che sceglierà) può portare in detrazione spese mediche, figli a carico anche dell'altro mondo, basta che si faccia rilasciare dalla sua ambasciata in Italia lo stato di famiglia in italiano (o teoricamente in una lingua comunitaria alla portata di tutti o quasi).

quanto costa la badante convivente?


885,10 Euro mese  al 2 Aprile 2010
54 ore settimanali (12 ore giorno delle quali 2 di riposo per 5 giorni più 4 ore il sabato 8-12)
finite le sue ore di fatica, questa ospite, se ne può stare o se ne può andare, ripresentandosi il Lunedì successivo alle ore 8,00.
Una busta paga vera e propria non c'è perchè il datore di lavoro consegna un "prospetto di paga" dove in pratica segna ben poco (totale, ferie godute e da godere, pasti e alloggi "conferiti") la paga è al lordo delle tasse che la badante si dovrà arrangiare a pagare.
I mesi sono 12 + la tredicesima e ogni anno matura un mese che andrà a formare il licenziamento a fine rapporto (il TFR). Feste a casa, compresa la festa del Santo Patrono anche se è buddista o mussulmana, per la miseria mica è una bestia per far latte tutti i santi giorni dell'anno.
Se si ammala non esiste cassa malattia e quindi i giorni di malattia sono a carico del datore di lavoro, così oltre al vecchietto bisognerà badare anche alla salute della badante, perchè durante la malattia può andarsene a casa sua, ma anche dormire e soggiornare (in luogo adeguato) sul posto di lavoro ovviamente consumando pasti (se serve) a letto.
Manca qualcosa?
Ahhhh!!! Si!!! dimenticavo l'INPS. Ogni trimestre si paga un bollettino intestato all'INPS (la badante avrà pur diritto ad una pensione e ad una badante tutta sua quando sarà invecchiata ... o no?)
Quindi (Gennaio, Febbraio, Marzo) dall'1 al 10 Aprile si pagano 687,96 Euro e si pagano anche dall'1 al 10 Luglio (per i mesi Aprile, Maggio, Giugno), e nei primi 10 giorni di Ottobre (per Luglio, Agosto e Settembre) e a Gennaio (per i precedenti tre mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre.
Non dimentichiamo vitto e alloggio decenti, e se proprio non si vuol far la figura dei barboni, almeno un torrone con le mandorle (piccolo) e panettone classico con uvette e canditi da 750grammi a Natale (la bottiglia di spumante potrebbe essere non gradita per religione, ma i dolci li mangiava con moderazione anche San Pietro).
Dimenticavo: inutile fare i furbi, se non si ricevono i bollettini Inps bisogna richiederli all'INPS di competenza. Meglio usare i loro dove c'è stampigliato ben chiaro il codice fiscale del datore di lavoro, della badante e il numero del rapporto di lavoro registrato all'INPS.
Si possono anche richiedere sul sito INPS con i vari codici e PIN di rito ma secondo me è meglio pagarli in posta, allo sportello Per qualsiasi disguido potremo dare la colpa a Poste Italiane perchè sono due aziende statali e  registrano tutto ... ma con comodo.

Aggiornamento al 2012:
Stipendio base circa 950 Euro e bollettini trimestrali INPS da 710 Euro per badante convivente a 54 ore settimanali.

lunedì 7 giugno 2010

chi può, chi deve, a chi conviene l'assunzione.

Chi deve assumere una badante, è chi non è nella condizione di farcela da solo, o è stanco di farcela sempre e solo da solo. L'alternativa è l'ospizio, chiamato in vari modi, ma pur sempre ospizio è.
Il primo datore di lavoro che può assumere è quindi il vecchio bisognoso. Però non è detto che ci sia un'utilità in questa assunzione. Se la pensione è alta o comunque il reddito alla fine dell'anno genera un valore IRPEF va bene, ma se la deve assumere un vecchio con la pensione minima, il CUD dell'INPS, alla voce IRPEF reciterà "zero" e quindi a "ZERO" non si può togliere (recuperare) nulla. Se il bisognoso ha l'accompagnamento quello non entra nel conteggio dell'IRPEF e quindi il reddito resterà tale e quale.
A questo punto il Codice Civile dice, all'articolo 433, che in caso di bisogno i parenti "OBBLIGATI" a darsi una mano (oltre agli alimenti) fra di loro sono nell'ordine:


1) il coniuge
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro
mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche
naturali; gli adottanti.
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali; con precedenza dei
germani sugli unilaterali.

Ognuno di questi che faccia denuncia dei redditi può assumere la badante e inserirla nella propria denuncia dei redditi scaricando bollettini INPS, e se esiste una invalidità motivata dal medico o meglio dall'assegno di accompagnamento altri begli euro.

Assumiamo ... che è ora.

Si assumiamo. Ma chi, a che prezzo, da chi e a chi lo diciamo poi?
Facciamo le cose in regola, abbiamo già fatto la nostra scelta, abbiamo visto persone distratte, pretestuose, presuntuose. Abbiamo visto schiavi e sergenti dei Marines. Abbiamo visto raccoglitori di pomodori pieni di buona volontà e badanti esperte ben usurate. Questo lavoro è logorante. Un vecchio, è quasi come un bambino, ma è peggio, conosce tutti i trucchi per fregarti, sa quando frignare e quando esigere. Niente da garanzie se non una prova e poi forse nemmeno quella basta. Ogni giorno c'è un passo verso l'integrazione familiare, più c'è confidenza e più il confine tra lavorante e familiare si stempera, può essere un bene può essere un male ad ogni testa c'è una croce e non parlo solo di medaglie dritte o rovesciate. L'integrazione è una continua lotta per prendere e mediare posizioni, non è detto che vinca la famiglia, o il vecchio, o la badante ... certe volte vincono solo le tasse.
Vai ai sindacati per capire, ma ognuno sa e recita la sua parte per far giusto tutto, dovresti saper tutto, ma ti manca sempre un'informazione.
Prima di assumere è bene sapere tutto o quasi, poi si passerà alle carte.
Ovvio!!!
Inutile cercarsi grane, meglio assumere una persona comunitaria (non necessita di permesso di soggiorno).
Va bene anche un'extracomunitaria in regola con il permesso di soggiorno.
Se proprio se ne vuole una clandestina, meglio dirgli di tornarsene a casa e poi la si fa arrivare in Italia con il contratto di lavoro già in essere.
... altrimenti diventa una ricerca di sanatorie e di condoni, anche se prima di quel giorno non la si conosceva nemmeno.